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Firma digitale, ecco come farla bene con eIDAS

Il primo obiettivo del Regolamento Europeo EU/910/2014 eIDAS, nato con l’intento di completare il quadro normativo definito dalla Direttiva Europea 1999/93/EC sulle firme elettroniche, è proprio quello di “portare fiducia” costruendo una struttura normativa e tecnologica comune ai Paesi membri, che possa garantire un’interoperabilità che permetta ad ogni cittadino EU un’interazione simile tra le varie amministrazioni europee.

“Un progetto ambizioso” secondo Stefano Arbia di AgiD – intervenuto in occasione del convegno convegno “Documenti digitali e firma elettronica alla luce del regolamento eIDAS”, che si è tenuto nel pomeriggio della prima giornata di FORUM PA 2016, che vede l’intento principale della commissione europea nel dare per la prima volta una vera “identità digitale europea” a tutti i cittadini. Le istituzioni europee, in una fase successiva più matura, verranno viste come un insieme unico e uniforme, con cui ogni cittadino potrà interagire.

Quindi garantire un’interoperabilità sicura di dati e documenti, come ci ricorda Daniele Tumietto, sarà fondamentale e, soprattutto, possibile grazie all’introduzione di nuovi servizi fiduciari digitali . Proprio per questo il Regolamento EU/910/2014 “eIDAS” cambia il contesto normativo europeo con l’introduzione di un insieme di servizi di terze parti o fiduciari (Trust Service provider) e di servizi di identificazione ed autenticazione, al fine di creare i presupposti fondamentali per un Mercato Digitale Europeo basato su fiducia e certezza delle transazioni commerciali on-line e dei soggetti coinvolti.

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