Torna a Eventi FPA

News

Jeremy Rifkin: lo scenario della terza rivoluzione industriale a FORUM PA 2016

“L’Italia deve saper valorizzare le proprie eccellenze virando verso il digitale, e deve fare in fretta, cambiando le proprie priorità: i mezzi per farlo ci sono già tutti.  Il Governo ha individuato la strada da seguire, ora la percorra”. Questo l’incitamento di Jeremy Rifkin che ha aperto questa mattina l’edizione 2016 di FORUM PA.

Ecco una sintesi del suo intervento, di cui sarà disponibile a breve la registrazione video

Pubblichiamo inoltre il Paper di approfondimento realizzato da Rifkin e diffuso in occasione del convegno di oggi (in allegato in chiusura di questo articolo)


L’economia è come la natura: si basa su relazioni, sistemi. E dunque cambiare le cose si può. Parola di Jeremy Rifkin, il visionario economista americano che ha aperto oggi FORUM PA 2016. La risposta ai cambiamenti climatici, all’ecosistema in difficoltà, alla distribuzione della ricchezza a dir poco squilibrata, a una crisi economica che non ha dato tregua per anni, è la sharing economy, l’economia a costo marginale zero. È un’economia basata sull’internet delle cose, l’unica soluzione che può, in breve tempo, salvare una specie, quella umana, che altrimenti potrebbe non vedere la fine del secolo.

Rifkin ha illustrato poi come l’Italia debba al più presto abbracciare questa nuova, terza rivoluzione industriale basata sulla digitalizzazione. “Il vostro paese vanta eccellenze di ogni tipo: perché allora la Germania produce autonomamente il 32% della propria energia, e voi no?”.

Sono le PA che possono e devono iniziare a perseguire questo obiettivo, mettendo in pratica ciò che a livello legislativo si sta già verificando, ma che spesso non è seguito dai fatti e, soprattutto, dall’appoggio quotidiano dei lavoratori che costituiscono il vero motore della PA.

Il cambiamento necessita di un nuovo modello di business che parta da architettura, energia rinnovabile e mobilità, se è vero che le prime tre cause di global warming sono, in ordine, edifici non ecosostenibili, allevamento intensivo e trasporti. Prendendo spunto dai Millennials, i nativi digitali, per cui questo cambiamento è perfettamente naturale. Se infatti l’età media nella nostra PA è di cinquantenni, servirebbero più giovani tra i 18 e i 32 anni per un “reverse mentoring”, che vede i giovani insegnare ai più anziani che, in cambio, offrono loro saggezza ed esperienza.

I soldi per gli interventi ci sono, ma la PA, con le regioni in prima linea, devono scegliere di investirli in questo modo e non, come è avvenuto finora, nella ristrutturazione di infrastrutture obsolete troppo legate alla seconda rivoluzione industriale (si pensi che oltre 740 miliardi sono andati dall’UE per ristrutturare infrastrutture nel solo 2012, anno di recessione). Sull’onda di Germania, Francia e Cina, la sharing economy porterà vantaggi in brevissimo tempo, dimezzando man mano i propri costi (fino a raggiungere lo zero) e raddoppiando invece la propria efficienza. Così, nel giro di tre generazioni le auto saranno ridotte dell’80%, grazie al car sharing; e saranno quasi tutte elettriche, stampate in 3D, in grado di guidarsi da sole. I vantaggi di internet, del suo sapere connettere il mondo in pochi click, è la chiave per il futuro, che già i Millennials padroneggiano, ma che anche le PA devono sapere sfruttare. Ricordando che “Sole e vento non mandano bollette”, come sorride Rifkin.

È il modello di business italiano, secondo Rifkin, a non funzionare. L’Italia deve sapere valorizzare le proprie eccellenze virando verso il digitale, e deve fare in fretta, cambiando le proprie priorità: i mezzi per farlo ci sono già tutti.

Infine, che ripercussioni avrà sul mondo dell’impiego? Rifkin rassicura: “Nessun robot potrà mai sostituire un essere umano in certi ambiti. Gli uomini resteranno al centro, anzi, avranno ancora più possibilità di lavoro, ma dovranno imparare nuove abilità, quelle richieste dalla terza rivoluzione industriale. Si pensi al “capitale sociale”: cultura, educazione, salute, tutti gli ambiti che contribuiscono a creare umanità. Nessun robot potrà mai insegnare agli uomini a essere umani”.

Presenti alla lectio magistralis di apertura anche gli sponsor di FORUM PA 2016.

Marco Fanizzi, CEO EMC Italia

“Promuovere e implementare la trasformazione digitale. Questa è la “ricetta” di EMC per accompagnare la PA nel cambiamento che tutti ci aspettiamo per proiettarla verso il futuro. Qualche passo si è già fatto – come l’istituzione del Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale – (SPID) e la fatturazione elettronica – e EMC supporta queste iniziative in cui la tecnologia abilita nuovi modelli di fruizione dei servizi per i cittadini, avvicinandoli alle istituzioni per una maggiore partecipazione e coinvolgimento. EMC è pronta a giocare la sua parte e a mettere a disposizione tecnologia e know- how affinché il cambiamento nella PA avvenga in tempi brevi e con la massima affidabilità e sicurezza per i cittadini: temi quali open data, analisi delle informazioni, virtualizzazione, interoperabilità e sicurezza, infatti, sono da sempre assi portanti nella proposizione di EMC.”

Carlo Purassanta, Amministratore Delegato MICROSOFT

“La PA Italiana sta affrontando un cambiamento epocale ed è fondamentale sostenerne il percorso di trasformazione digitale attraverso una sana collaborazione tra pubblico e privato, che vada nell’interesse della collettività. I player dell’innovazione possono fare molto per aiutare gli enti pubblici a cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e a dar vita a modelli operativi più efficienti e servizi più efficaci, ma anche i cittadini stessi possono e devono divenire protagonisti di questo processo d’innovazione. Microsoft crede molto nel valore della co-partecipazione oltre che nell’importanza del dialogo tra pubblico e privato in un ciclo di interdipendenze funzionale alla crescita del Paese: a FORUM PA intendiamo proprio dar forma a questo modello d’interazione attraverso l’iniziativa Call4Solutions, fiduciosi che dal confronto possano nascere idee brillanti d’impatto reale che traducano in applicazioni concrete l’istinto riformatore del Governo”.

Simone Battiferri, Direttore ICT Solutions & Service Platforms TIM

“TIM è fortemente impegnata nel percorso di digitalizzazione del Paese con l’obiettivo di migliorare la vita dei cittadini e delle imprese, investendo in tecnologie innovative e contribuendo alla diffusione di una “cultura digitale”. Come partner tecnologico delle aziende e della Pubblica Amministrazione, TIM mette in campo infrastrutture e piattaforme abilitanti supportando importanti iniziative come lo SPID, il Sistema Pubblico di Connettività Cloud e la Fatturazione Elettronica», dichiara Simone Battiferri, Direttore ICT Solutions & Service Platforms di TIM.”

Stefano Venturi, Corporate VP e Amministratore Delegato Gruppo Hewlett Packard Enterprise in Italia

“Sono stati compiuti molti progressi nella trasformazione digitale della PA che hanno portato ad una maggiore efficienza dei servizi e alla semplificazione delle relazioni tra cittadini e enti, ma il percorso è ancora lungo e serve un’accelerazione. Restano da affrontare le sfide tecnologiche e le opportunita’ offerte da Big Data Analytics e IoT, Sicurezza, infrastrutture Cloud ibride, Mobilita’. Aree di trasformazione che segnano un percorso che vede Hewlett Packard Enterprise al fianco di aziende e PA, offrendo servizi e soluzioni Open Standard e interoperabili che abilitano anche l’ecosistema delle imprese locali allo sviluppo di soluzioni che creino valore”

Anna Pia Sassano, Direttore Architetture Digitali e Servizi per la Pubblica Amministrazione Poste Italiane

“Poste Italiane ha fatto dell’innovazione la leva strategica per il proprio futuro e ha scelto di portare con sé i propri clienti che sono poi la gran parte dei cittadini di questo Paese. L’azienda si pone come motore di sviluppo inclusivo nell’accompagnare l’Italia verso l’economia digitale grazie alla propria infrastruttura logistica e tecnologica presente in ogni angolo del Paese e collegata con le principali infrastrutture europee. Proprio Poste Italiane può quindi favorire e agevolare la transizione al digitale della PA gettando un ponte di nuovi e più semplici servizi per i cittadini e per le imprese che li accompagni nel processo di digitalizzazione senza lasciare indietro nessuno”