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L’intelligenza della città partecipata a FORUM PA 2016

Dopo un intervento di visione alta come quello di Jeremy Rifkin che disegna città sostenibili ed eque, che prospetta ineluttabili nuove misure per lo sviluppo globale, un’Italia digitale e competitiva, capace di crescere sulle gambe dei sui asset genetici: creatività, cooperativismo, capitale sociale, giovani generazione capaci di generare nuovi legami e di cambiare passo all’economia e agli schemi di potere, FORUM PA 2016 non poteva non creare un’occasione dove questo potesse prendere forma” così ha aperto il secondo incontro con gli Assessori all’innnovazione e alla Smart City Gianni Dominici, Direttore generale di FPA.

L’appuntamento di oggi, martedì 24 maggio, è stato promosso dall’ANCI come momento di riflessione congiunta tra la parte politica, i rappresentanti della Commissione Innovazione Tecnologica e Attività Produttive, e la parte tecnica, esperti e dirigenti delle Amministrazioni Comunali promotrici dell’Osservatorio Nazionale Smart City. Tema dell’incontro: quali strumenti è necessario vengano messi in campo a livello nazione per mettere i territori in grado di passare dalle singole esperienze e sperimentazioni, ad un’innovazione Paese radicale, reale e generativa.

Un appuntamento che, come ha sottolineato Luca Della Bitta, neo Presidente della Commissione Innovazione tecnologica di ANCI e Sindaco di Chiavenna, ha voluto essere un momento di riflessione congiunta tra amministratori, dirigenti ed esperti comunali per disegnare un percorso che consenta di passare dalle singole esperienze ad una piattaforma nazionale condivisa. “Abbiamo chiamato l’evento ‘L’intelligenza della città partecipata: competenze, risorse e regole per l’innovazione urbana’ – ha detto Della Bitta – proprio perché l’obiettivo è partire dai territori per dare una base solida alle nuove sfide digitali”. Il tutto attraverso un confronto su competenze e servizi digitali, risorse e infrastrutture, amministrazione collaborativa: punti chiave del rinnovamento della macchina pubblica.

La città ‘intelligente’ produce nuovi bisogni e differenti modalità di interazione con cittadini e stakeholders, lavora su strumenti amministrativi che aprono alla co-gestione di spazi e alla necessità di nuovi servizi, riflette sulle condizioni e le soluzioni a supporto dei processi innovativi in corso. In questo passaggio si sperimentano nuovi modelli di governance delle città e dei quartieri che accelerano i processi di innovazione, ma lasciano aperte molte questioni rispetto alle quali la riflessione va spostata su un piano sovra-comunale e non più solo locale.

Con la programmazione europea 2014 – 2020 l’Italia ha a disposizione 70 miliardi di euro, 35 provenienti dall’Europa e 35 di cofinanziamento. Il 5% di queste risorse, su raccomandazione della stessa Ue, deve essere destinato alle politiche di programmazione urbana e anzi questa percentuale è stata ampiamente superata nel caso di alcune regioni del Sud: ad es. la Campania da sola ha stanziato oltre 700mila euro per lo sviluppo urbano con una percentuale che supera il 17% dell’intero ammontare dei fondi.

Una grande opportunità a cui si aggiungono 892 milioni per il PON Metro (Piano operativo nazionale per le 14 città metropolitane) che, dopo un lungo negoziato con la Commissione, è stato definitivamente approvato lo scorso 14 luglio.

Il problema ora non è la misura dei fondi, senz’altro ingenti, ma l’effettiva partenza dei progetti che risentono tutti della difficile fase di approvazione della programmazione nel suo complesso.

Nel corso della diretta Facebook di oggi, Stefano Epifani ha intervistato per FORUM PA alcuni Assessori che hanno partecipato all’incontro (Giacomo Angeloni, Bergamo; Alessandro Delli Noci, Lecce; Ludovica Carla Ferrari, Modena; Benedetta Squittieri, Prato; Valeria Troia, Siracusa)