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Il MIUR chiama, le Smart Communities rispondono. Incontro del Cluster a FORUM PA 2016

L’illuminazione per ridurre i consumi di energia delle città e generare dati; le tecnologie digitali e la condivisione dei dati per abilitare processi di eGovernment che arricchiscono la relazione e l’interazione con il cittadino; nuove forme di social networking per la tutela del territorio e la sicurezza reale e percepita dalla popolazione; gamification per un’istruzione che offra percorsi ludici e immersivi in contesti online; monitoraggio fisiologico wearable e diagnostica smart che tutelino la salute dei soggetti fragili e consentano di condurre una vita indipendente e attiva; sistemi di mobilità che offrano ausilio alla guida e gestione di emergenze, abbattendo le emissioni legate ai trasporti; esperienza turistica inclusiva e partecipata grazie a tecnologie digitali che massimizzano l’accessibilità dei beni culturali e ne permettono la condivisione con la comunità.

Sono solo alcune delle priorità nazionali di intervento per Smart Cities & Communities di cui si è discusso oggi, 26 maggio, a FORUM PA 2016, nel corso del Convegno Annuale del Cluster SmartCommunitiesTech, partendo dalle sette traiettorie #energia #eGov #sicurezza #istruzione #salute #mobilità #beniculturali della Roadmap nazionale di Ricerca e Innovazione per le Smart Communities, documento di riferimento per le strategie di sviluppo del Cluster e di dialogo con istituzioni come la Comunità Europea, il MIUR, il MISE, le Regioni italiane. Giunto alla seconda edizione, il documento è il frutto di 5 mesi di collaborazione a distanza tra imprese e centri di ricerca del Cluster. Oggi a FORUM PA 2016 la presentazione in anteprima da parte dei team leader dei gruppi di lavoro, rappresentanti di grandi aziende italiane quali Iren, Engineering, aizoOn, Dedalus, Intecs, Santer Reply.

Secondo Carlo Mochi Sismondi, Presidente di FPA: “Lo sviluppo delle moderne città e comunità richiede un approccio olistico che sappia coniugare veramente lo sviluppo delle infrastrutture (banda larga, ma non solo) e piattaforme abilitanti, con quello armonico dei servizi dall’eGov, alla salute, all’inclusione sociale, alla mobilità, all’ambiente. Indagheremo nel convegno come si coniuga questo con la struttura organizzativa delle amministrazioni locali e centrali. Inoltre esploreremo opportunità concrete di sinergie tra le agende digitali e le iniziative nelle rispettive città e regioni in tema di smart cities e smart communities, per comprendere quali siano gli strumenti operativi in essere o in via di definizione per mettere a sistema,  in un’ottica unitaria, i progetti e gli interventi”.

“Il paese chiede a gran voce di adottare un approccio che consenta di andare oltre la ricerca – afferma Laura Morgagni, Segretario Generale del Cluster SmartCommunitiesTech – Dopo aver definito una strategia e superato le prove di test è necessario giungere rapidamente a mettere in campo le soluzioni o attivare il riuso di quelle di maggiore successo. Se per l’avvio e la sperimentazione dei progetti il quadro di finanziamenti appare ben definito, meno chiari sono il contesto successivo e le implicazioni legate alla sostenibilità economica delle soluzioni sviluppate. Diventa sempre più urgente perciò parlare dei modelli di business a supporto della ricerca industriale e lo faremo nel convegno insieme a Paolo Testa, Direttore Cittalia e Responsabile Osservatorio Smart City di Anci, Quinto Fabbri, Ericsson Telecomunicazioni, Giulio di Giacomo, Coordinatore Agenda Urbana di TIM, Domenico Coppola, Servizio Smart City del Comune di Milano e Lara Torghele della Provincia Autonoma di Trento”.

La politica dei Cluster Tecnologici Nazionali è l’unica mantenuta rispetto ai governi precedenti, che ora il MIUR rilancia con l’introduzione di quattro nuovi cluster oltre agli otto già esistenti, e il potenziamento dell’intera rete dei cluster. Il Ministro per la Ricerca Scientifica Stefania Giannini durante la conferenza stampa di lancio del Programma Nazionale di Ricerca ha confermato che i Cluster Tecnologici Nazionali sono il luogo in cui si realizza la funzione di consultazione permanente e di coordinamento dei principali attori del sistema della ricerca pubblica e privata, atta a fornire indirizzo e coordinamento delle risorse dedicate alla ricerca industriale. L’investimento annunciato per la ricerca industriale nelle 12 aree tematiche dei Cluster ammonta a 487 milioni di euro. Quello dei cluster è uno strumento agile, che riunisce nello stesso sistema sinergico i tre pilastri rappresentati da chi fa ricerca di base, chi fa trasferimento tecnologico e chi fa innovazione sul piano industriale. Per questo il Miur assegna ad essi il ruolo chiave di infrastrutture permanenti per il dialogo pubblico-privato e centro-territori, propulsore della crescita economica sostenibile, capace di generare agende di ricerca comuni e roadmap tecnologiche condivise su scala nazionale.

“Smart city e smart community stanno assumendo sempre maggiore centralità nel mondo globale, dove comunità di cittadini, imprese e istituzioni saranno sempre più connesse in maniera intelligente e veloce – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo Economico e Attività Produttive della Regione Lazio, Guido Fabiani – Una realtà che apre formidabili opportunità per il nostro sistema produttivo e dell’innovazione. Al fine di cogliere tale opportunità e contribuire al governo di processi nuovi e sfidanti, luoghi di confronto e collaborazione come il Cluster SmartCommunitiesTech diventano strumenti essenziali per far sì che le nostre aziende e università siano in grado di mettere a frutto in maniera protagonista le loro competenze e di operare su scala globale”.

SmartCommunitiesTech è il Cluster Tecnologico Nazionale dedicato alle “Tecnologie per le Smart Communities”, che attualmente mette in rete nove regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Toscana, Veneto, Liguria, Provincia Autonoma di Trento, Emilia Romagna, Lazio, Puglia. Prosegue Morgagni: “Le caratteristiche di apertura e inclusività ci spingono a invitare alla collaborazione tutto il territorio nazionale nelle diverse componenti Imprese, Università, Enti di Ricerca, Associazioni e Pubbliche Amministrazioni per rappresentare il più rilevante bacino di conoscenze, competenze, strutture e reti. Ciò è ancora più rilevante in vista di una programmazione pluriennale, a cui tutte le organizzazioni operanti nei settori di riferimento e interessate a prendere parte ai lavori sono chiamate a partecipare. Oltre a essere una piattaforma per il sostegno alla ricerca e sviluppo, il Cluster è sempre più un veicolo di trasferimento tecnologico e di competenze tra tutti i territori coinvolti, mettendo a sistema le soluzioni e garantendone l’interoperabilità”.