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Sono in arrivo le infrastrutture 2.0 più tecnologiche, efficaci e sicure e sempre connesse con territorio e cittadini: le novità presentate da MIT e protagonisti dell’innovazione a FORUM PA 2016

La tecnologia può fare tanto e richiede risorse che esistono già. Le infrastrutture 2.0 sono snelle, agili, condivise: sia le nuove sia quelle già esistenti, che quando opportunamente valorizzate e ottimizzate sono addirittura migliori. Una mobilità che migliora e va di pari passo con la rigenerazione urbana. Le risorse ci sono e, finalmente, non manca neppure una strategia d’intervento chiara e definita. Se n’è discusso assieme a Marco Bonaretti, Capo di Gabinetto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al convegno di FORUM PA 2016 “Opere pubbliche 2.0”.

Sono tre i grandi percorsi tecnologici che intendiamo perseguire per accelerare le nostre strategie – ha illustrato Marco Bonaretti – utilizzare la tecnologia per migliorare la customer experience sulle infrastrutture; migliorare le infrastrutture stesse dal punto di vista di sicurezza e gestione; migliorare la definizione delle politiche di funzionamento delle infrastrutture”. A questo scopo bisogna standardizzare le tecnologie, per costituire una “massa critica” chiara ed efficiente a livello europeo e non solo. “Gli interventi tecnologici sulle infrastrutture costano pochissimo, ma portano risultati enormi”, ha sottolineato Bonaretti.

Presenti all’incontro i protagonisti di queste politiche: Ennio Cascetta, Coordinatore della Struttura tecnica di missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’Alta sorveglianza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Giovanni Castellucci, AD di Atlantia e Autostrade per l’Italia; Bernardo De Bernardinis, Presidente di ISPRA; Roberto Ibba, Agenzia Spaziale Italiana; Sergio Colella, Vice Presidente e Direttore Generale di HP Enterprise Services South; Mario Nobile, direttore della Direzione generale per i Sistemi informativi e Statistici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; e Stefano Liani di Anas.

L’Italia è venticinquesima in Europa per efficacia delle infrastrutture. “La trasformazione digitale deve venire prima di quella logistica – ha illustrato Sergio ColellaEssa ha i vantaggi di consentire interventi graduali e scalabili, di avere un altissimo livello di accettabilità sociale, dato che non prevede consumo di suolo, e ottimizza le risorse rendendosi estremamente sostenibile. Permettendo quindi di recuperare la competitività logistica del Paese”.

Le nuove strategie sono state presentate nell’allegato del Mit al Def 2016 (dal titolo “Strategie per le infrastrutture di trasporto e logistica”), incentrato su opere utili, intermodalità, valorizzazione dell’esistente, sostenibilità. Con obiettivi precisi: accessibilità a Europa e Mediterraneo, riqualificazione delle aree urbane, mobilità sostenibile e sicura, sostegno alle politiche industriali di filiera. Ha introdotto Ennio Cascetta: “La novità sulla pianificazione nazionale è legata soprattutto al Decreto sul nuovo Codice degli Appalti e delle Concessioni. Cambia il processo di pianificazione infrastrutturale, che definirà un quadro unitario a livello nazionale; non esisterà più il progetto preliminare, sostituito dal progetto di fattibilità, scoordinato dalla decisione di realizzare poi l’infrastruttura, molto più saggiamente”. Inoltre, le norme ora mirano a infrastrutture che valorizzino al massimo il patrimonio già esistente. “È la rivoluzione del silicio. Cambieranno le infrastrutture e i veicoli che le utilizzeranno: i prezzi saranno più contenuti, i prodotti più moderni e tecnologici, con prestazioni che aumenteranno esponenzialmente. Non saremo più followers, ma leader di questa digitalizzazione”, ha proseguito Cascetta.

Le strade ANAS 2.0 saranno Smart: Sostenibili (grazie agli impianti a energia solare ed eolica, alle Green Island e alle auto elettriche), Multimediali (con una rete Wi-fi diffusa), in grado di allertare in caso di emergenza, Razionali (monitorando lo stato di funzionamento degli impianti) e Tecnologiche (anche grazie all’app di Anas, “VAI”).

Ora, “l’unica cosa che manca a questa rivoluzione è una visione complessiva degli obiettivi – ha fatto notare Giovanni CastellucciServe una “mano” pubblica che aiuti gli operatori a fare sistema, a calibrare le risorse. L’ultimo miglio spetta a loro”.

Con un ruolo implementato e rivalorizzato anche dello spazio, cioè dei satelliti. Questi possono infatti valutare i progetti, la loro efficacia e sostenibilità sul territorio, in tempo reale, rendendo possibili le mappature di interventi, traffico, impatto sull’ambiente, nozioni arricchite anche dal contributo dei social network. Permettono dunque di prevenire i rischi, controllare lo stato delle risorse ambientali, consentire precise cartografie, e hanno applicazioni in campo scientifico e di sicurezza. Mappatura in tempo reale è anche quella di Opencantieri, l’Osservatorio sui lavori in corso del Mit. Il sito, realizzato con il coordinamento di Mario Nobile, risponde a un’esigenza da parte dei cittadini di trasparenza e informazione sulle opere pubbliche in corso in tutta Italia, e fornisce quindi i dati relativi ad avanzamento, costo, eventuali varianti di oltre mille lavori pubblici distribuiti su tutto il Paese. Non solo: Opencantieri fornisce anche un glossario, per rendere accessibile a tutti il “gergo” (soprattutto sigle e acronimi) delle opere pubbliche.

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Ufficio stampa FORUM PA

(a cura di Mec&Partners)

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Ufficio Stampa FPA

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