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Inail tra assistenza personalizzata e assistenza all’avanguardia all’insegna della tecnologia: ecco le novità dell’Istituto illustrate a FORUM PA 2016

Prevenzione, pianificazione e controllo, tutela globale con la persona al centro. Ma anche protesi all’avanguardia, servizi di riabilitazione personalizzati non soltanto dal punto di vista fisico e psicologico, ma anche di reinserimento sociale e, soprattutto, nel mondo del lavoro. Si sta trasformando e lo sta facendo tenendo al centro cooperazione e tecnologia Inail, come illustrato nel convegno moderato dal Direttore centrale di Comunicazione e pianificazione di Inail Giovanni Paura, Il nuovo Inail tra tecnologia, ricerca e servizi alla persona, a FORUM PA 2016. Si è discusso di questi temi e molto altro: sono intervenuti Ester Rotoli, Direttore centrale prevenzione; Stefano Tomasini, Direttore centrale dell’organizzazione digitale; Luigi Sorrentini, Direttore centrale delle prestazioni socio-sanitarie; Carlo Biasco, Direttore centrale dell’assistenza protesica e riabilitazione; e, unico “esterno” a Inail, Stefano Amoroso, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne dell’Istituto Italiano di Tecnologia.

Nel 2015 sono state oltre tre milioni le aziende assicurate, e un milione di casalinghe; gli infortuni denunciati, lo stesso anno, sono stati oltre 632.500. Con importanti novità, come l’istituzione del nuovo polo salute e sicurezza sul lavoro. Le modifiche in materia di assistenza sanitaria vedono poi l’Istituto ufficialmente riconosciuto come soggetto garante del diritto al recupero della totale integrità psicofisica degli infortunati e tecnopatici; inoltre, ha competenza diretta in materia di erogazione di prestazioni di prime cure e riabilitazione a regime residenziale, a carico dell’Istituto se erogate presso le proprie strutture. Sono sempre a carico dell’Istituto, anche se erogate in forma indiretta, le prestazioni integrative dei livelli essenziali di assistenza. “Non garantiamo solo un’indennità, ma anche servizi personalizzati – ha illustrato Luigi Sorrentini –, se, naturalmente, il lavoratore infortunato lo desidera”. Un servizio a tutto tondo che va dalla fornitura di protesi o simili dispositivi, alla riabilitazione funzionale a seconda di età e contesto familiare o lavorativo, fino alla tutela sanitaria. Nel biennio 2015-2016, l’Istituto ha erogato 64.118 prestazioni riabilitative a oltre 4mila e 800 assistiti.

Il tutto anche grazie a equipe multidisciplinari, in un’interazione di professionalità adeguata ai bisogno dell’assistito. In particolare, sono aperti non ai soli infortuni sul lavoro i due Centri di Inail a Volterra e Vigorso di Budrio, per la riabilitazione motoria il primo (46 posti letto accreditati e circa 700 ricoverati nel 2015), per le protesi il secondo (11mila protesi e ortesi lo scorso anno, 21mila ausili alla persona). Nei centri sono presenti anche assistenti sociali e psicologi, per aiutare i pazienti a elaborare il lutto della perdita di un arto. Il Centro di Volterra ospita anche una fervida attività di ricerca, con diversi partners: “La ricerca si basa direttamente sui bisogni degli assistiti, sulla base delle richieste dell’utenza stessa”, ha chiarito Carlo Biasco.

E ora, grazie alla collaborazione con l’IIT, l’Istituto italiano di tecnologia, le protesi più all’avanguardia sono una realtà: mani che si muovono con l’80% delle funzioni di quelle normali, macchine riabilitative innovative e un esoscheletro che sostituisce gli arti mancanti. Quest’ultimo in particolare, ora in sperimentazione, promette performance molto più elevate dei precedenti strumenti, con più autonomia di batteria, costi relativamente più contenuti e, soprattutto, la possibilità per l’assistito di indossarlo autonomamente e, se necessario, trasportarlo nella propria carrozzina.

Tecnologia, prevenzione e ricerca, dunque, vanno a braccetto: la prevenzione può agire al meglio solo utilizzando i risultati della ricerca e li trasferisce perché siano poi, grazie alla tecnologia, disponibili e accessibili a tutti.

Gli attori della prevenzione sono datori di lavoro, medico competente, responsabile di salute e sicurezza – ha spiegato Ester Rotoli – che devono cooperare e intervenire non solo con investimenti in macchinari di sicurezza, ma anche agendo sui processi organizzativi che possono creare sicurezza. Il tutto di pari passo con  l’innovazione tecnologica”.

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(a cura di Mec&Partners)

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